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UNA
PIANTA STRAORDINARIA
L'aglio (Allium sativum) appartiene alla famiglia delle Liliacee, la
stessa di cipolle, porri, scalogni.
Descrizione Botanica
La radice è un bulbo composto da altri 6-14 bulbi più piccoli,
detti comunemente spicchi, racchiusi da una serie di tuniche dal colore
rossastro tenue.
Il fusto porta fino alla metà foglie piane e aguzze; all'estremità
superiore, porta un'ombrella avvolta da una sola brattea che termina in
un lungo becco; questa brattea è fatta a forma di cappuccio, il quale
inizialmente avvolge i piccoli fiori rossastri.
Composizione Chimica
L'aglio è costituito da acqua, proteine, grassi, carboidrati, fibre
(cellulosa, pectina, mucillagine). Questo bulbo contiene numerosi minerali,
come arsenico, bromo, calcio, ferro, fosforo, iodio, magnesio, marganese,
potassio, rame, silicio, sodio, zinco, zolfo ecc., e vitamine: A, B1, B2,
B6, B12, C, D, H.
Nell'aglio sono presenti anche il germanio, un elemento minerale in traccia,
che si ritiene essere in grado di rafforzare il sistema immunitario; enzimi;
aminoacidi; sostanze ormonosimili; acido nicotinico; composti solforati,
come alliina, metiina, isoalliina, S-allilcisteina, y-glutamilcisteina ecc.
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UN ANTICO FARMACO
Le Origini Geografiche
La determinazione del luogo d'origine dell'aglio è controversa.
Linneo (famoso naturalista svedese vissuto nel secolo XVIII, che per primo
descrisse le caratteristiche di questa pianta) suggerì che fosse
la Sicilia; per altri botanici, il luogo d'origine è invece il
deserto dei Kirghisi; secondo altri studi la specie Allium sativum crescerebbe
spontanea solo in India e in Asia centrale.
Nelle Antiche Civiltà Orientali
Nell'India antica l'aglio veniva usato per attenuare i dolori alle giunture
e per trattare la febbre, anche se era considerato un cibo rajasico, vale
a dire che inibisce la crescita spirituale. Un antico rimedio tibetano
per numerose malattie, veniva preparato con aglio tritato e fatto fermentare
con burro e grano.
In Egitto
Faraoni e sacerdoti preferivano astenersi dall'aglio, cibo sgradito alle
divinità; ciò nonostante in Egitto vi fu un largo consumo
di questa pianta.
Nel codice di Ebers, papiro medico egizio che risale al 1550 a.C., sono
elencati ben ventidue impieghi terapeutici dell'aglio.
Lo storico greco Erodoto (490-424 a.C.) riferisce che le piramidi egizie
furono costruite da Schiavi nutriti con pane, aglio e cipolla.
Presso gli Ebrei
L'aglio è ricordato nella Bibbia fra i cibi rimpianti dell'Esodo:
Ci ricordiamo del pesce che in Egitto mangiavamo gratuitamente, dei cocomeri,
dei porri, delle cipolle e dell'aglio. Giunti dunque nella Terra Promessa,
gli Ebrei introdussero nel Medio Oriente l'abitudine di condire i cibi
con l'aglio.
Nell'Antica Grecia
Anche i Greci furono grandi consumatori di aglio e, benché lo denominassero
con l'aggettivo poco lusinghiero di "fetido", lo usarlo ampiamente
sia come condimento sia per le sue proprietà curative. Ai tempi
aurei dell'antica Grecia, il pane era correntemente aromatizzato con l'aglio.
Durante le Olimpiadi, molti atleti ne mangiavano uno spicchio prima di
affrontare le prove.
Ippocrate e le Virtù dell'Aglio
Ippocrate, medico greco vissuto nel V secolo a.C., fondatore della medicina
moderna come scienza razionale basata su diagnosi e terapia, studiò
a fondo le virtù dell'aglio e ne sperimentò le proprietà.
Egli ne dichiarò, accanto alle molte virtù, anche le "controindicazioni",
come quella, da noi misconosciuta, ma confermata più tardi anche
dalla Scuola Salernitana, di essere dannoso per la vista.
Galeno e il "Rimedio Semplice"
Galeno, medico e filosofo greco (129-200 d.C.), descrisse l'aglio come
straordinario rimedio "semplice", somministrabile così
come si trova in natura.
Presso I Romani
A Roma facevano grande uso di aglio contadini e soldati, mentre i patrizi
lo disdegnavano, perché lo ritenevano un alimento plebeo. Ciò
nono stante, consapevoli delle sue innumerevoli proprietà curative,
i Romani dedicarono questa pianta a Marte, dio della guerra, combattivo,
potente e virile.
Plinio il Vecchio scrittore e naturalista autore di una Naturalis Historia
(23-79 d.C.), ne approfondì la conoscenza e ne esaltò le
virtù terapeutiche.
Nel Medioevo
Nel Medioevo l'aglio fu correntemente usato per combattere la febbre e
la sordità, per eliminare i calli, contro l'insonnia e come antisettico.
La pianta fu definita "antidiabolica", in quanto si riteneva
atta a curare i flagelli derivati da sortilegi e malefici.
Durante le Epidemie
Durante le epidemie, i medici medievali usavano recarsi, nelle case contagiate
portando sul volto una maschera di cuoi, in cui gran naso conteneva un
tampone intriso di aglio. L'aglio era considerato anche uno dei principali
antidoti nella lotta contro la peste.
Nel Rinascimento
Nel Rinascimento il consumo di aglio diminuì sensibilmente; gli
si continuarono a riconoscere virtù terapeutiche, ma venne aborrito
come condimento dalle classi nobili a causa del cattivo odore che procura
all'alito.
Nel Seicento e Nel Settecento
Nel Seicento il medico e farmacista inglese N. Culpeper raccomandava l'aglio
per schiarire la voce e curare raffreddore, bronchite e asma.
Nel settecento, i testi che ne parlano non fanno altro che riprendere
vecchie conoscenze e riportare ricette già sperimentate.
Dall'Ottocento fino a oggi
La prima vera prova scientifica delle proprietà dell'aglio risale
al 1858, quando il famoso chimico e biologo francese Louis Pasteur scoprì
la sua efficacia nel bloccare la riproduzione di numerosi batteri nocivi.
Durante la prima guerra mondiale, quando mancavano gli antisettici oggi
comunemente usati, l'aglio venne impiegato per uso esterno per cercare
di curare piaghe e ferite.
Durante la "Spagnola" la terribile influenza che colpì
l'Europa nel 1918, in molti paesi si ricorse all'uso dell'aglio per cercare
di arginare l'epidemia.
Attuale Riscoperta
negli ultimi decenni nel Novecento l'aglio ha riconquistato
l'attenzione del pubblico specializzato grazie alle sue innumerevoli proprietà
curative. Questa pianta è quindi diventata oggetto di numerose
ricerche scientifiche, finalizzate soprattutto a prevenire le malattie
cardiovascolari e tumorali.
Si pensi che la sola Libreria Nazionale di Medicina di Bethesda, nel Maryland,
Stati Uniti, ha più di cento relazioni scientifiche sull'aglio
pubblicate a partire dagli anni Ottanta fino a oggi.
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