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L'ARGOMENTO CHE TI INTERESSA:
- posti a tavola - come
si apparecchia -
- come
si serve - le
posate -
- I
bicchieri - servizio
- da non fare -
L'invito
a pranzo o a cena
Se per una riunione daffari linvito a pranzo è
pratico e sbrigativo, la cena è più adatta per un incontro
importante e distensivo: non essendoci la fretta di tornare al lavoro,
la riunione può protrarsi
Siete voi ad invitare? Tenete conto di alcune regole fondamentali:
- stabilite il numero degli ospiti da invitare secondo lampiezza
della vostra casa; dai posti che potete disporre intorno alla tavola,
con relative sedie ai servizi di posateria, bicchieri, piatti, tazzine,
tovaglia e tovaglioli.
- Valutate laiuto domestico di cui potete disporre: per una cena
numerosa o di particolare riguardo, per un cocktail party, potete assumere
un esperto cameriere che vi risolverà molti problemi.
- Decidete il tipo di persone che volete invitare.
- Nel calcolare il numero degli invitati non dimenticate la possibilità
di essere in 13 allultimo momento perché vi viene a mancare
una persona le supestizioni esistono e possono turbare i vostri ospiti.
- Se linvito è meno formale, potete farlo per telefono, sempre
con una settimana di anticipo.
Affinché una serata riesca è importante riunire persone
che abbiano un minimo di interessi comuni nel campo del lavoro,
dellarte, della politica, che abbiano qualcosa da dirsi.
- Se un ospite ritarda per un motivo serio e ha avvertito
che tarderà oltre al quarto dora, la padrona di casa inviterà
gli altri amici a prendere posto a tavola senza attendere oltre
ma farà tenere in caldo la cena.
Posti a tavola:
fermo restando luso di far sedere alla destra dei padroni di casa
la persone più importante in senso assoluto o la più anziana,
oggi i posti si alternano (sempre uomo e donna) cercando di mettere
vicine persone che possano con maggior agio e facilità avviare
un discorso e tenerlo vivo, (se però ci sono invitati che hanno
idee molto diverse in fatto di politica, non è opportuno farle
sedere accanto. Niente è più sgradevole e imbarazzante di
una discussione che degenera facilmente).
Se la tavolata è numerosa, luso dei segnaposti eviterà
alla padrona di casa il possibile rischio di far aspettare in piedi gli
invitatie di reare accoppiamenti non desiderati.
Come si apparecchia - come si
serve:
lapparecchiatura della tavola è un momento importante, cui
dedicare molta attenzione per la buona riuscita di una cena.
E facile oggi, inventare delle apparecchiature eleganti o spiritose,
con qualche centro tavola meno ovvio dei consueti; sta al gusto e alla
fantasia della padrona di casa idearle, prendendo spunti da una rivista,
da una vetrina, dalla natura da un film.
La tovaglia deve essere perfettamente stirata; i tovaglioli piegati a
sinistra del piatto.
In mezzo alla tavola una composizione floreale bassa per non disturbare
la visuale di chi è di fronte oppure una coppa in argento; se la
tavola è molto lunga potrà essere guarnita al centro con
piccole coppe di fiori alternati.
Nelle apparecchiature di un certo tono davanti allospite si mette
il piatto segnaposto, diverso da quello del servizio usato e un poco più
grande e vi rimane anche quando ci si alza da tavola.
Gradito l'uso di portacandele e candele specialmente con ospiti del nord
europa.
Le posate:
a sinistra la forchetta, a destra il coltello ed il cucchiaio, il
coltello con la lame verso allinterno.
Le posate della frutta e del dolce si portano a tavola appoggiate al piattino
della frutta salvo che nei pranzi più famigliari nei quali si mettono
subito a tavola davanti al piatto: il coltellino con il manico a destra,
la forchetta con il manico a sinistra.
I bicchieri dellacqua e del vino si pongono leggermente a destra
del piatto, in scala discendente da sinistra a destra.
Il bicchiere dello spumante a destra.
I bicchieri:
Se per il pasto ordinario con un buon vino normale; qualunque bicchiere
va bene, i vini pregiati devono sempre essere serviti in bicchieri a calice
e incolore.
La tinta del vino, le sue tonalità, i suoi riflessi e il suo "CORPO"
devono trasparire senza incertezze .
Da scartare gli intagli, gli ornamenti i ceselli che rendono il bicchiere
più prezioso ma non adatto, bisogna apprezzare il contenuto.
La forma migliore è quella a tulipano con il calice abbastanza
largo al centro affinché il contatto aria-vino da cui esala il
profumo (bouquet) si trovi concentrato nella parte leggermente
più stretta della sommità.
La giusta misura di contenuto di un bicchiere sta fra un sesto ed un mezzo
di litro.
Ma il bicchiere non dovrà essere riempito che a metà.
Non è indispensabile avere troppe misure di bicchiere: bastano
quelli da acqua, quella da vino ed il bicchiere da spumante
Caraffa:
il vino va servito nella sua bottiglia, tranne quello invecchiato il quale
dovrà subire un procedimento di ossigenazione (decantazione) e
servito in una caraffa (decanter) di cristallo.
Non dimenticare anche il secchiello per il ghiaccio, per depositare
la bottiglia di vino bianco.
Servizio:
se cè una persona di servizio, questa inizierà a servire
la signora più anziana che sarà seduta alla destra della
padrona di casa; proseguirà girando a sinistra e servendo prima
le signore.
Il piatto da portata si offre sempre a sinistra e altrettanto si fa per
mettere allospite il piatto pulito mentre quello usato si toglie
sempre dalla destra.
I piatti sporchi non si sovrappongono mai davanti agli invitati ma si
tolgono uno per volta; questo vale anche se, in mancanza di personale,
sarà la padrona di casa a sbrigare il servizio.
Le pietanze, saranno servite sempre iniziando dalla signora più
in età.
Il piatto girerà poi dalluno allaltro, secondo le lancette
dellorologio e, se si è in intimità, saranno gli stessi
commensali a passarselo.
I piatti si cambiano ad ogni portata.
Quelli di cambio devono essere già pronti e a portata di mano.
Se non cè personale conviene disporre tutto sul carrello
e tenerlo a portata di mano, evitando così di doversi alzare.
Il primo (minestra asciutta o in brodo) non si serve una seconda volta;
non si ripete più di una volta linvito di servirsi nuovamente,
spezzatini, gratin, soufflè si portano a tavola nella pirofila.
Linsalata si serve già condita, dopo aver posto
alla sinistra del piatto di ogni commensale un piatto più piccolo.
Prima del dessert si tolgono dalla tavola: il pane, loliera, il
sale ed il pepe.
Il
si ed il no del perfetto commensale:
s accettate un invito informatevi dellora; fare aspettare è
segno di poca educazione ma presentarsi molto prima è mancanza
di tatto; non mettere mai il tovagliolo intorno al collo.
Tenerlo disteso sulle ginocchia e alla fine del pasto appoggiarlo sulla
tovaglia senza ripiegarlo; non chinarsi portando la persona al cibo ma
portare il cibo alla bocca; è consentito inclinare un po
la fondina per raccogliere nel cucchiaio la minestra che ancora rimane;
il cucchiaio si lascia nella scodella con il manico a destra; il brodo
in tazza con manico, si beve dalla tazza stessa.
Il cucchiaio o cucchiaino non vi si lasciano mai dentro ma si appoggiano
sul piatto sottostante.
La carne si taglia poco alla volta , senza fare bocconi troppo grossi.
Nel momento in cui si interrompe il pasto per bere, rompere il pane, parlare,
coltello e forchetta vanno appoggiati sul piatto (la forchetta con le
punte in giù) un po incrociati in punta.
I manici non devono appoggiare sulla tovaglia.
Prima di bere pulirsi la bocca con il tovagliolo.
Per indicare che uno ha terminato il pasto senza finirlo, porre la forchetta
con le punte allinsù.
Gli stuzzicadenti NON SI USANO.
NON SI PARLA COL BOCCONE IN BOCCA
se invitati a discorrere, tranquillamente si mastica si ingerisce il cibo
e si risponde.
E soprattutto buon appetito!!!!!!
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